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Vigneti storici, viti vecchie, parcelle uniche. Ogni Cru nasce dove il territorio si esprime con la massima precisione, restituendo in ogni bottiglia l’identità irripetibile di un luogo e di un tempo.



Questo vino è dedicato alle vicende della nostra terra e alla dedizione di quei contadini che se ne sono presi cura donandoci un luogo unico. In passato, il meteo era una combinazione di regole tramandate e auspici, soprattutto per chi viveva dei frutti della terra. Così Sigar, contadino soprannominato in tal modo per la sua dedizione al fumo, riponeva le sue speranze nel cielo, prendendosi cura del raccolto delle viti piantate nel 1963, frutto una selezione massale, che regalano ancora oggi uve morbide ed eleganti, con un’anima al tempo stesso botanica e fruttata.

Curubella è un termine dialettale che indica un’altura dalle forme tondeggianti È proprio una curubella a far da spartito a questa selezione massale dal grappolo particolarmente minuto e piuttosto spargolo piantata nel 1981. Questo particolare Cru regala uve dallo spirito raffinato e armonioso, con un carattere forte e identitario. Con il Pinot Grigio Curubella abbiamo quindi deciso di concedere un’espressione singola e unica a un vitigno che accompagna da secoli la narrazione vinicola del Friuli.

Abbiamo dedicato questo vino alla Potentilla, un piccolo fiore giallo che cresce spontaneo sulle nostre colline. Il nome Potentilla deriva dal latino, una crasi tra il termine “potenza” e il diminutivo “illa” che assume il significato di un grande potere in un piccolo fiore. Le vigne della Potentilla, una selezione massale dal grappolo di medie dimensioni e piuttosto spargolo, furono piantate nel 1975 e ancora oggi danno uve dal carattere complesso e seducente per un vino elegante e equilibrato che ci racconta la storia di questa vigna.

Si narra che nell‘anno 800 l’eremita Alemanno si stabilì sull’altura di Rosazzo a condurre il suo ritiro spirituale. In questo stesso luogo si trovano le prime tracce del vitigno Pignolo, risalenti alla fine del 1700. Chiamato “Pignul” in friulano, delicato e poco produttivo, sul finire del XIX secolo fu sul punto di scomparire e sempre a Rosazzo fu in seguito riscoperto e recuperato. Le uve dell’Eremita, profonde e decise, hanno un carattere selvaggio ed una valenza storica stampata a fuoco nella memoria del nostro territorio. Nel 1983, sotto il muraglione dell’Antico Belvedere, ne fu messa a dimora una selezione massale del biotipo a foglia frastagliata, dal caratteristico piccolo grappolo a forma di pigna.

È il vino più nobile del Friuli. Le sue origini sono ancora avvolte nel mistero, ed è solo dal 1750, che grazie agli scritti del conte Fabio Asquini, possiamo avere una documentazione precisa del “nettare prodotto dagli sparuti acini del grappolo”. La particolarità di questo curioso e delicato vitigno è infatti la parziale fecondazione del fiore, che determina la crescita di pochissimi e concentratissimi acini per ogni grappolo. Storicamente vino della grande nobiltà europea, è considerato “vino da meditazione” di gran prestigio.