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Picolit

È il vino più nobile del Friuli. Le sue origini sono ancora avvolte nel mistero, ed è solo dal 1750, che grazie agli scritti del conte Fabio Asquini, possiamo avere una documentazione precisa del “nettare prodotto dagli sparuti acini del grappolo”. La particolarità di questo curioso e delicato vitigno è infatti la parziale fecondazione del fiore, che determina la crescita di pochissimi e concentratissimi acini per ogni grappolo. Storicamente vino della grande nobiltà europea, è considerato “vino da meditazione” di gran prestigio.

PicolitPicolit

Su questo vino

llevate in prevalenza alla Cappuccina, le viti del nostro Picolit beneficiano di terreni composti da marne e arenarie di origine eocenica. La vendemmia è tardiva. L’uva sana e perfettamente matura è raccolta a mano secondo maturazione, in piccole cassette, per preservare l’integrità della bacca. Delicatamente diraspata è quindi pressata in modo soffice. Il mosto così ottenuto è illimpidito tramite decantazione. Segue la fermentazione a temperatura controllata in piccole botti di rovere francese. A fine fermentazione il vino è mantenuto alcuni mesi sui lieviti, per aumentarne sapidità, cremosità e vocazione all’invecchiamento. Una volta imbottigliato, il vino riposa in locali termocondizionati per l’affinamento.

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Note sensoriali

Giallo oro antico. Profondo e stratificato, il naso si apre su albicocca essiccata, scorza d’arancia candita e fichi secchi, con miele di castagno e nocciola caramellata che emergono lentamente e spezie dolci in polvere sullo sfondo. In bocca è avvolgente e straordinariamente persistente: la dolcezza di dattero e uva appassita è resa energica da una discreta acidità, con echi di marmellata d’agrumi e vaniglia bourbon. Tè nero e frutta secca esaltano un finale sontuoso e nobile, di grande complessità.

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