Questo vino è dedicato alle vicende della nostra terra e alla dedizione di quei contadini che se ne sono presi cura donandoci un luogo unico. In passato, il meteo era una combinazione di regole tramandate e auspici, soprattutto per chi viveva dei frutti della terra. Così Sigar, contadino soprannominato in tal modo per la sua dedizione al fumo, riponeva le sue speranze nel cielo, prendendosi cura del raccolto delle viti piantate nel 1963, frutto una selezione massale, che regalano ancora oggi uve morbide ed eleganti, con un’anima al tempo stesso botanica e fruttata.


L’uva raccolta a mano in piccole cassette è stata diraspata e lasciata in macerazione sulle bucce per alcune ore. Il vino è stato travasato in giare
di terracotta da 7 ettolitri verso la fine della fermentazione alcolica, consentendo così un adeguato controllo della temperatura. La fermentazione malolattica si è svolta nell’arco di tre settimane.
Il mantenimento del vino sui lieviti ha contribuito alla sua cremosità e l’affinamento in terracotta ne ha esaltato la mineralità.
Oro pervaso da sfumature verdognole. Il naso si apre su zafferano e ardesia, con cedro candito, albicocca essiccata e scorza di limone. Il timo emerge lentamente, lasciando spazio ad ananas, mentuccia e pasta di mandorle. In bocca è graffiante e fresco, con aromi fitti e intensi che cedono a una sapidità minerale e a una seducente chiusura balsamica.